Gruppo ricerche civiltà ligure Yvon Palazzolo


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Il gruppo

Chi siamo


Il GRUPPO RICERCHE CIVILTA’LIGURE “Yvon Palazzolo”
Trent’anni di attività

Fu fondato nel 1976 dall’architetto Yvon Palazzolo sull’onda dell’entusiasmo suscitato dalla scoperta dell’uomo del neolitico nelle grotte della Val Frascarese (Castiglione Chiavarese).
La scoperta, da parte dell’arch.to Palazzolo e del Gruppo Speleologico Chiavarese di una terracotta e di alcune punte di freccia in diaspro rosso schiuse la porta al più importante ritrovamento di origine preistorica dell’intera Riviera Ligure di Levante.

Questi reperti e le campagne di scavo che ne seguirono furono il polo di attrazione per molti giovani appassionati di ricerche archeologiche e storiche che diedero vita, sotto la guida dell’arch.to Palazzolo, al Gruppo Ricerche Civiltà Ligure.
Il Gruppo partecipò e collaborò alle prime campagne di scavo nelle grotte della Val Frascarese sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica della Liguria e del Palazzolo stesso, allora Ispettore Onorario della medesima Soprintendenza Archeologica. Queste campagne si svolsero sino ai primi anni ottanta ed i giovani del gruppo prestarono la loro opera con entusiasmo e sempre gratuitamente.
Questa esperienza fu estremamente importante, sia per i reperti che emersero che per l’acquisizione di conoscenze scientifiche in campo archeologico. Scavare a fianco di illustri archeologi e sotto la loro direzione è stato un grande momento nella vita dell’Associazione. Elementi essenziali di stratigrafia, di tecniche di scavo, di riproduzione grafica, di catalogazione e di conservazione dei reperti entrarono a far parte del bagaglio di conoscenze scientifiche del Gruppo.
Nel 1979 iniziò una ricerca sistematica degli insediamenti a carattere religioso d’epoca medioevale in Val Graveglia (Comune di Né), basandosi sullo studio di documenti d’archivio e sulle pubblicazioni disponibili.
Queste ricerche portarono alla localizzazione dei ruderi della chiesa di San Michele di Osti (Val di Chiesanuova): un notevole esempio di architettura romanica. Si trattava di un’abside in calcare lavorato a scalpello, con monofora centrale e con volta in materiale tufaceo. La costruzione apparve completamente coperta da un’edera gigante ed in parte occultata da un ammasso di pietre e calcinacci.
Associazione Culturale riconosciuta dalla Regione Liguria
Iscritta all'Albo delle Persone Giuridiche Private
Bollettino Ufficiale della Regione Liguria n° 30 S.O. del 26/07/1995



















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Corso Garibaldi, 58/5
Piazza Mazzini, 1
*Codice fiscale*






16043 Chiavari GE
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*90001430108*














Il gruppo, sotto la supervisione delle Autorità competenti e la guida dell’arch.to Palazzolo, iniziò l’opera di ripulitura dei ruderi allo scopo di rendere visibile l’abside e per poter procedere al suo consolidamento.
La rimozione delle pietre rivelò l’esistenza di parti del pavimento della chiesa e la cripta cimiteriale: pertanto si procedette al suo svuotamento.
Furono rinvenuti alcuni reperti e molte ossa umane che furono raccolte in un’urna edificata in muratura, appositamente costruita sul fondo della cripta dai giovani del Gruppo.
L’urna fu chiusa con una pesante lastra di ardesia, incisa con decorazioni artistiche a carattere funebre. Venne inoltre rinforzata la struttura dell’abside, che mostrava vistosi segni di cedimento, mediante la costruzione di uno sperone laterale in muratura, debitamente interrato ed occultato. Questo intervento su uno dei più significativi monumenti romanici dell’entroterra della Riviera Ligure di Levante fu presentato a Chiavari alla Mostra del Tigullio del 1980, documentandolo fotograficamente e con dettagliati rilievi grafici.

Nell’ambito delle ricerche di edifici storici d’origine medioevale, il Gruppo Ricerche Civiltà Ligure ha portato alla luce e documentato, dopo l’abside di San Michele di Osti, altre costruzioni di particolare interesse storico e monumentale.
Nel 1981 furono localizzati, ripuliti e rilevati i ruderi della chiesa di Santa Reparata di Tolceto (Comune di Né). Un interessante esempio di romanico ligure, edificato con l’ardesia proveniente dalle vicine cave del Monte San Giacomo e situata in mezzo ad uno splendido bosco di castagni e lungo un antico percorso di viabilità medioevale.

Nel 1984 le ricerche del Gruppo fecero riaffiorare molte testimonianze provenienti dalla chiesa di San Pietro in Libiola (Val Gromolo – Sestri Levante), crollata nel XVI secolo insieme all’antico paese a causa di una frana. Furono rinvenute alcune pietre in diabase, con scolpiti archetti decorativi, in stile primo gotico, che usualmente ornavano la facciata e gli esterni laterali di questi edifici religiosi.



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Questi ritrovamenti, insieme ad altri reperti provenienti dall’area di questa chiesa, vengono conservati nel Museo Parrocchiale di Santa Vittoria di Libiola (Val Gromolo – Sestri Levante).
Nel 1986 furono identificati i ruderi di San Michele di Statale (Val Graveglia – Comune di Né). Questa chiesa è stata ripetutamente citata dagli storici: ciò che restava dell’edificio fu scoperto sulla sommità del monte che domina l’abitato di Castagna e nei pressi della strada mulattiera che collega il citato paese con quello di Statale.
In campo strettamente archeologico, nel 1980, il Gruppo rinvenne a Pontori Alto (Val di Chiesanuova – Comune di Né) frammenti di embrici, di tegoloni e di ceramiche di epoca tardo romana.
Nel 1983 anche a Semovigo (Valle Sturla – Comune di Mezzanego) furono rinvenuti frammenti di embrici, di tegoloni e ceramiche, sempre di origine romana. I reperti affiorarono da un cono detritico generato dalla frana che travolse il vecchio agglomerato del paese.
Nel 1984 a Statale (Val Graveglia – Comune di Né) sempre sotto la guida dell’arch.to Yvon Palazzolo – Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica – il Gruppo scoprì altri frammenti di tegoloni, di embrici e di ceramiche.
Nel 1986 e negli anni seguenti si ebbero altri ritrovamenti in diverse località, come la Val Cichero ed altre valli dell’entroterra del Tigullio. Tutti questi ritrovamenti furono sempre segnalati tempestivamente alla Soprintendenza Archeologica della Liguria.
Di particolare importanza per il Gruppo fu la partecipazione allo scavo di Drusco (Bedonia – Parma), sito archeologico di grande spessore, sotto la guida di un archeologo della Soprintendenza Archeologica della Liguria, delegata da quella di Bologna a questo rilevante intervento. Questo sito fu segnalato dall’Associazione alle competenti autorità che resesi conto della sua importanza diedero inizio ad una campagna di scavo a cui parteciparono i giovani del Gruppo. Un’importante scoperta che riportò alla luce reperti di epoche diverse: preromani, romani e medioevali.
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Il Gruppo Ricerche Civiltà Ligure, spesso in collaborazione con il Gruppo Speleologico Ligure “A. Issel” di Genova, ha esplorato molte grotte, prevalentemente in Val Graveglia, di interesse archeologico, speleologico e naturalistico. In una di queste, la grotta di Rocca Roncallo, nei pressi di Nascio e Cassagna (Val Graveglia – Comune di Né), vennero alla luce alcuni frammenti di terracotta decorati.

L’Associazione, sempre in campo speleologico, ha collaborato e collabora alle ricerche del Gruppo Speleologico Ligure “A. Issel” in Val di Vara (La Spezia).
Di particolare interesse lo studio svolto, verso la fine degli anni ottanta, sui mulini ad acqua dell’entroterra di Chiavari e di Sestri Levante: in particolare vennero presi in considerazione quelli dotati di ruote del tipo “Pelton”.
Il rilievo delle fortificazioni in pietra a secco, situate sui monti Bomba e Fuccisa (Sestri Levante e Casarza Ligure), ha portato alla luce alcune strutture che destano ancora l’interesse degli storici.
Il Gruppo ha riservato una mirata attenzione al patrimonio artistico conservato nelle nostre valli, specialmente nelle chiese e negli edifici a carattere religioso.
Documentazione fotografica, interventi di restauro conservativo, sensibilizzazione sul problema della sicurezza delle opere d’arte, stimolo alla creazione di gallerie d’arte parrocchiali: questi alcuni dei binari su cui si è mossa l’Associazione nell’ambito della tutela delle nostre ricchezze artistiche che testimoniano il nostro passato.
L’arch.to Yvon Palazzolo, che sprizzava arte da tutti i pori, ha trasmesso ed insegnato il rispetto per ogni forma d’arte, sia come espressione della sensibilità umana, sia come testimonianza di coloro che ci hanno preceduto.
Nel 1989, con la morte dell’arch.to Yvon Palazzolo, il Gruppo Ricerche Civiltà Ligure ha iniziato una nuova fase della sua attività culturale in quanto il suo fondatore ha inserito l’Associazione fra i suoi eredi a pieno titolo, rendendola depositaria, oltre che di beni materiali, anche di precise volontà testamentarie.
Per gestire questo legato il Gruppo ha seguito una lunga procedura legale che lo ha portato al suo riconoscimento da parte della Regione Liguria come una personalità giuridica di diritto privato, con la relativa iscrizione all’albo delle personalità giuridiche ed infine l’iscrizione presso il Tribunale Civile di Genova.

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Pertanto il Gruppo Ricerche Civiltà Ligure “Yvon Palazzolo” è oggi nel Tigullio una delle poche Associazioni Culturali riconosciute.
Negli anni novanta, alla consueta attività culturale di ricerca, si affiancò l’esecuzione delle ultime volontà dell’arch.to Palazzolo che nel suo testamento chiedeva l’istituzione di un Premio destinato a studiosi e ricercatori non professionisti, ad “appassionati”, di storia, archeologia, geologia ed etnografia nell’ambito della Regione Liguria.
Il Premio ha visto la luce nel 1996 con l’assegnazione dei riconoscimenti per gli anni 1995 e 1996. Ma è con il 1997 che le volontà dell’arch.to Yvon Palazzolo hanno avuto la loro piena esecuzione con la pubblicazione del Bando di Concorso che interpretava gli auspici culturali espressi dall’architetto e li traduceva in un apposito regolamento.
Studiosi e ricercatori non professionisti, in ambito ligure, hanno potuto presentare in concorso le loro opere inedite, attinenti le materie dichiarate dal bando. Furono ben sette le opere in concorso ed il vincitore, selezionato da un’apposita giuria, è stato premiato con la pubblicazione dell’opera che aveva presentato. La pubblicazione è avvenuta a cura e spese dell’Associazione che ne ha curato anche la divulgazione presso biblioteche civiche, archivi, scuole, enti, associazioni e studiosi.
Per aprire un discorso culturale e creare un’opportunità, sempre nel ricordo dell’arch.to Yvon Palazzolo, il Gruppo fondò “I Quaderni di Ivo”, rivista semestrale di storia e cultura del territorio, destinata ad accogliere scritti editi ed inediti ed a divulgare il prezioso materiale documentale raccolto dal fondatore dell’Associazione.
L’opera vincitrice del concorso al Premio “Yvon Palazzolo” venne e viene pubblicata come numero monografico della rivista.
Il concorso è stato bandito ed assegnato in tutti gli anni seguenti .L’ultima assegnazione è avvenuta il 6 Dicembre 2008.
Attualmente l’Associazione, che ha sede in Chiavari – piazza Mazzini 1, è depositaria dell’Archivio Palazzolo e dello spirito pionieristico, corroborato da grande rigore scientifico, che ha sempre contraddistinto l’opera del suo Fondatore Architetto Yvon Palazzolo.




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