Gruppo ricerche civiltà ligure Yvon Palazzolo


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Yvon Palazzolo

Il fondatore


L’Architetto Yvon PALAZZOLO

Biografia in sintesi


Nacque a Parigi il 18/07/1908 da una famiglia di origine italiana. Il padre Albino era uno dei più famosi fonditori d'arte della capitale francese: nella sua fonderia presero forma molte delle più importanti opere di artisti francesi del tardo Ottocento e della prima metà del Novecento, fra cui Degas, Rodin, Pompon, Bourdelle, Bugatti, etc.
Studiò alla Sorbonne, frequentando nel frattempo quegli ambienti artistici e culturali che fecero di Parigi il centro ed il riferimento più importante del vecchio continente.
Cugino dei Bugatti, viaggiò attraverso l'Europa ed il Nord Africa, visitò tutte le più importanti città d'arte italiane, da Roma a Firenze a Venezia, ma una terra lo afferrò per la sua bellezza, il suo clima, la sua storia e non la lasciò più: la Liguria.
Il Tigullio, poi, esercitò un fascino irresistibile sul giovane architetto, così che dopo la fine del secondo conflitto mondiale decise di stabilirsi a Chiavari, ridente ed operosa città, con i suoi "carruggi", le sue botteghe artigianali, i suoi "fainotti" e la gente, che tanto piacquero ad Yvon.
Fu l'ideatore ed il creatore del "Gruppo dei Sestieri di Lavagna". Anche la "Torta dei Fieschi" nacque dalla brillante idea di alcuni lavagnesi e di Palazzolo.
Fu anche l'animatore ed organizzatore di mitiche serate mondane al "Lido" di Chiavari ed in altri locali del Tigullio, sempre nei primi anni cinquanta. Partecipò al restauro della Basilica di San Salvatore dei Fieschi ed alla scavo della Necropoli di Chiavari.
Continuò la tradizione secolare del disegno a sfondo sacro eseguito su pavicon polveri colorate. Da qui il suo profondo rapporto con i Frati Francescani della Provincia Ligure.
Profondo conoscitore di tutte le tecniche artistiche, fu maestro e punto di
riferimento nell'ambito della cultura chiavarese.
Esplorò radicalmente il Tigullio e tutto l'entroterra della Riviera di Levante sia dal punto di vista geologico e mineralogico che da quello storico ed archeologico.
restauratore di opere d'arte, ha lasciato innumerevoli tracce dei suoi interventi conservativi in tutta la Liguria Orientale.
Nella seconda metà degli anni sessanta fondò il "Gruppo Speleologico Chiavarese", con la cui attività censì tutte le grotte conosciute nel nostro entroterra, facendole iscrivere al Catasto Ligure.
Grande conoscitore della struttura geologica della Riviera di Levante fu ricercatore e guida mineralogica per studiosi, studenti ed appassionati: molti giovani ricordano ancora con piacevole nostalgia i momenti trascorsi con "l'Architetto" sui monti del Levante Ligure in lunghe ricognizioni finalizzate alla stesura delle loro tesi di laurea.
era molto conosciuto nell'entroterra del Tigullio: con il suo scoppiettante motorino raggiungeva i più lontani paesi e casolari.
Questi i suoi inimitabili segni di riconoscimento: il cappello e la sahariana bianca e la gabbietta in vimini collocata sul portapacchi dove veniva alloggiato il fedele "Fenek", il suo volpino del deserto.
La Val di Vara, la Val Cichero, la Val Graveglia, la Val Gromolo, la Val Petronio, la Val Fontanabuona, Comuneglia, Carpenissone, Cassagna, Arzeno, Chiesanuova, Calvari, Santa Vittoria, Loto, Verici, San Pietro di Frascati, sono alcune delle località dove 'l'Architetto" si sentiva a casa e molte famiglie che lo ospitavano ne conservaun vivo ricordo.
Nel 1976 fondò il "Gruppo Ricerche Civiltà Ligure" di cui fu presidente e guida per ben quattordici anni, spesi quasi interamente nella ricerca, nello studio e nella valorizzazione della nostra terra ligure
Ispettore Onorario della Soprintendenza archeologica della Liguria fino alla

metà degli anni ottanta, promosse e visse la ricerca nell'intero Tigullio. A Palazzolo ed al Gruppo Speleologico Chiavarese si deve la scoperta delle grotte della Val Frascarese (Comune di Castiglione Chiavarese) e della presenza dell'uomo del neolitico in questi fenomeni carsici.
Localizzò molti ruderi d'interesse storico-artistico e monumentale, promuovendone e guidandone direttamente la ripulitura e la conservazione.
Guidò, in Val Petronio, il restauro dell'interno della chiesa di Verici, promuovendone lo scavo della fossa comune e procedendo personalmente al distacco di un affresco rinvenuto all'interno della struttura dell'altare, fissandolo su di un apposipannello che tuttora viene conservato in quella chiesa.
Yvon Palazzolo partecipò anche al restauro dell'antica chiesa romanica di San Giovanni di Candiasco (Casarza Ligure).
Moltissime scoperte e segnalazioni sono state il frutto del suo quotidiano impescientifico.
Sulla scia delle sue scoperte e delle sue segnalazioni si sviluppa ancora oggi la ricerca archeologica nel Levante Ligure.
Fu membro della Commissione d'Arte Sacra della Diocesi di Chiavari e collaò con numerosi Comuni del Tigullio, progettando fra l'altro parecchi monumenche si trovano ora in molte piazze.
Già alla fine degli anni sessanta Palazzolo parlava ed insisteva sui temi, oggi d'attualità, della difesa e della tutela attiva del territorio, ricercandola attraverso il perpetuarsi di un equilibro positivo fra l'uomo e l'ambiente. Rigido difensore del nostro entroterra non esitò ad esprimere pubblicamente il proprio dissenso di fronalle autorità, per tentare di evitare l'apertura di inutili strade, ritenendole con motivazioni scientifiche, ad alto rischio di dissesto geologico. Le strade furono aperte ed il dissesto arrivò puntuale nei mesi successivi con le prime piogge, quansi aprirono vasti fronti di frana, tuttora in movimento. Queste strade furono persolo per pochi mesi ma restano come inutili monumenti dell'arroganza umana verso le leggi della natura.
Personalità forte e creativa, dotato di grandi capacità di relazione, non cercò mai di attenuare gli spigoli del suo carattere per tentare di mantenere rapporti con persone od Enti che non ispirassero la loro azione a criteri di lealtà e rispetto.
Palazzolo si è spento a Chiavari il 30/11/1989, lasciando un vuoto incolper amici, collaboratori e tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato.
Importante, nobile ed originale anche il suo testamento:

all'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha destinato il ricavato della vendita delle sue fusioni in bronzo (Degas, Pompon, etc.);

ai suoi amici Frati Francescani, gli oggetti d'interesse artistico-religioso;
Museo Acquario di Camogli, i pesci realizzati con smalti ad alta temperatura;
a tanti suoi cari amici molti oggetti ed opere d'arte;
al Gruppo Speleologico Ligure "Arturo Issel" di Genova, il suo archivio speleologico e l'impegno a realizzare un premio destinato ad appassionati ricercatori che operano nell'ambito speleologico;
alla sua Associazione, il Gruppo Ricerche Civiltà Ligure, la sua biblioteca, il suo archivio, gli oggetti raccolti in decenni di ricerche e l'impegno a creare un predestinato agli appassionati di storia, archeologia, geologia ed etnografia in Liguria.

Infine sempre al "'Gruppo Ricerche Civiltà Ligure" intitolato a suo nome, l'impegno, l'onere e l'onore di continuare il suo cammino.



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